
«Dal primato dell' amore e della misericordia di Dio per l'uomo, per tutti e per ogni uomo, nasce nella Chiesa l'urgenza di ripartire sempre e di nuovo da Dio. Ripartire da Dio richiede il coraggio di porsi le domande ultime, di ritrovare la passione per le cose che si vedono leggendole nella prospettiva del Mistero e delle cose che non si vedono. Rispetto al cammino personale del credente significa non dare mai nulla per scontato nella fede, non cullarsi nella presunzione di sapere già ciò che invece è perennemente avvolto nel mistero; significa santa inquietudine e ricerca. Ripartire da Dio vuol dire sapere che noi non lo vediamo, ma lo crediamo e lo cerchiamo così come la notte cerca l'aurora; vuol dire dunque vivere per sé e contagiare altri dell'inquietudine santa di una ricerca senza sosta del volto nascosto del Padre. Come san Paolo fece con i Galati e con i Romani, così anche noi dobbiamo denunciare ai nostri contemporanei la miopia del contentarsi di tutto ciò che è meno di Dio, di tutto quanto può divenire idolo. Dio è più grande del nostro cuore, Dio sta oltre la notte. Egli è nel silenzio che ci turba davanti alla morte e alla fine di ogni grandezza umana; è nel bisogno di giustizia e di amore che ci portiamo dentro; è il Mistero santo del Totalmente Altro, nostalgia di perfetta e consumata giustizia, di riconciliazione, di pace. Talora presumiamo di avere già raggiunto la perfetta nozione di ciò che Dio è o fa. Grazie alla Rivelazione sappiamo di Lui alcune cose certe che Egli ci ha detto di sé, ma queste cose sono come avvolte dalla nebbia della nostra ignoranza profonda di Lui. Non di rado mi spavento sentendo o leggendo tante frasi che hanno come soggetto «Dio» e danno l'impressione di sapere perfettamente ciò che Dio è e opera nella storia, come e perché agisce in un modo o nell' altro. La Scrittura, come abbiamo visto, è più reticente, più discreta e piena di mistero, preferisce il velo del simbolo o della parabola, nella consapevolezza che di Dio non si può parlare che con tremore e per accenni, come di «Qualcuno» che in tutto ci supera. Gesù stesso non toglie questo velo, lui che è il Figlio; ci parla del Padre per enigmi, fino al giorno in cui svelatamente ci parlerà di Lui. Questo giorno non è ancora venuto, se non per anticipazioni che lasciano tante cose oscure e ci fanno camminare nella notte radiosa della fede».
Carlo Maria Martini, Ritrovare se stessi
2017_07_luglio
Santa inquietudine
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