Pane quotidiano
sabato 170812 - ascoltando Mt 15,21-28
Quando Gesù è nato, sapeva già parlare? Sapeva le tabelline, senza sforzo? Mangiava già pane azzimo ed erbe amare?
No, Gesù ha imparato. Non è una eresia dire che il Figlio di Dio abbia imparato, bensì la conseguenza evidente del fatto che sia “vero uomo”: uomo intero, non per scherzo, non come una maschera posta davanti alla divinità per prendersi gioco degli uomini.
Cosa ha imparato Gesù dall’incontro con la cananea? Sì, perché qualcosa ha imparato… o come minimo ha cambiato idea: in un primo momento non intendeva fare il bene a lei non ebrea, straniera, pagana… poi invece la esaudisce, dopo averle fatto un bel complimento.
Diciamo così: ciò che Dio Creatore ha posto nell’animo delle sue creature, viene ben espresso dalla passione e dalla pervicacia della donna, che per la figlia fa di tutto.
Gesù resta estasiato di questo tratto divino dell’amore della cananea e ne mostra la straordinaria potenza: “Ti sia fatto come desideri” (quasi a verificare se il desiderio sia autentico)… e la liberazione dal male avviene sul serio e all’istante!
Gli era stato insegnato a chiamare “cani” gli infedeli, i non-ebrei; lui aveva addolcito l’espressione in “cagnolini”, accettando anche di parlare con le donne e con gli stranieri; qui - all’età di trent’anni e più - incontra i segni della mano del Creatore anche fuori dai confini del popolo di Israele e ha conferma della volontà di Dio Padre di stare vicino a tutti gli uomini e le donne apparsi sulla faccia della terra.
Ringrazio e spero di continuare ad imparare anche io, alla mia età, come è straordinario questo Dio!