
È la differenza che unisce il genere umano
di Paolo Branca
«Specialmente nelle epoche di crisi, ogni sorta di identità rischia di divenire una specie di rifugio, vissuta erroneamente come antitetica e opposta alle altre. Quelle di stampo etnico, linguistico e culturale restano le più gettonate e continuano a provocare innumerevoli vittime all’interno della stessa civiltà, ma bisogna riconoscere che anche le identità religiose sono state e tornano a essere dolorosamente strumentalizzate quasi senza che ne emerga l’intrinseca contradditorietà. Nessuna fede, infatti, almeno in teoria può negare che l’armonia, la giustizia e la pace siano tra i valori supremi da difendere a ogni costo. (...)
Non si tratta tanto di dare compimento alle aperture del Concilio Vaticano II, ma di rimettersi alla scuola della Parola. Già nella Genesi, infatti, la stessa creazione è presentata come un tripudio di differenze destinate a convivere e persino dopo l’avvento dell’essere umano, qualcosa sembra ancora mancare: «Poi il Signore Dio disse: '“Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile”» (Gen 2, 18). Gli animali erano già stati creati di generi diversi per potersi riprodurre. La creazione di Eva non rispondeva quindi solamente a questa pur imprescindibile necessità. Era piuttosto il rimedio a una situazione “esistenziale” di cui solo l’essere umano poteva far esperienza. Si tratta di un’esigenza vera e profonda, ancora inespressa, a cui si giunge quasi fuori tempo massimo. Non sapeva forse Iddio che quella pur multiforme congerie di esseri non sarebbe bastata ad Adamo? Perché dunque esplicitare l’avvento di Eva come termine e forse apice della creazione? Un’inespressa insoddisfazione da parte dell’uomo ha forse dovuto precedere l’arrivo della risposta...
Bisogna almeno avvertire e riconoscere di non bastare a se stessi, per far spazio all’altro: non un duplicato identico, ma un “aiuto” che ci sia “simile”. Non un “eguale”, non un secondo Adamo, ma un essere di pari natura e dignità, ma “differente”.
La differenza di genere è l’unica relazione generativa: dalla coppia dei diversi nasce un terzo, a sua volta “altro” essere umano. Una specie di teologia trinitaria ante litteram! (...)
in “Avvenire” del 23 agosto 2017
2017_08_agosto
La differenza unisce
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