
«Due tipi di intelligenza. La prima trova alimento nel ragionamento. Va dalle cause agli effetti, da una cosa alla sua conseguenza, da un inizio a una fine. La conseguenza, l’effetto, la fine, sono per essa dei luoghi di riposo. Ecco da dove sono partito ed ecco dove passero` la notte. Faccio 2 + 2 e mi addormento sul 4. Cerco, poi trovo e in cio` che trovo non c’e` niente di piu` ne´ di meno che quello che cercavo.
La seconda intelligenza ha bisogno dell’amore e non trova requie da nessuna parte. Non va da una cosa vecchia (la causa, l’inizio, il 2 + 2) a una cosa che avvizzisce non appena la si raggiunge (l’effetto, il termine, il 4). Va dall’eternamente nuovo all’eternamente nuovo, dallo sconosciuto che e` in noi allo sconosciuto che e` nell’altro. Per questa intelligenza non esiste nessuna sosta possibile, nessun risultato di cui inorgoglirsi e in cui guadagnare un meritato riposo. Non c’e` mai un risultato – ma un movimento continuo. L’amore nutre e sollecita questo movimento: piu si ama e piu` cio` che si ama e` da scoprire, cioe` da amare ancora, ancora, ancora».
Christian Bobin, Autoritratto al radiatore
2017_10_ottobre
Intelligenze
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