«Chisciotte è scheletrico, denutrito, ardente. La sua febbre visionaria gli fa vedere occasioni per l’impresa dove invece si trascina la vita quotidiana di contrade assolate e polverose.
Ma lui è partito per riparare torti, assistere bisognosi, liberare gli oppressi e allora riesce a scorgere i maligni anche sotto le banali apparenze.
Per lui la realtà è travestimento. E ci si slancia contro per colpire le soverchianti forze della prepotenza. E finisce atterrato, battuto, a rotoloni ma si rialza, si riassesta dalle ammaccature ed è pronto per l’avventura nuova.
Non si lascia abbattere da nessuna sconfitta. È perciò invincibile, titolo che spetta non a chi vince sempre, ma a chi mai si dichiara arreso e dopo ogni batosta si batte di nuovo, ancora e a oltranza».
Erri De Luca, “Chisciottimista”