Quei «folli di Cristo» che minano le certezze
di Gianfranco Ravasi
(...) «"Idiota", appartiene al lessico russo della mistica ed è equiparabile all’evangelico «puro di cuore». Meriterebbe in verità anche la sorprendente affermazione dei Saggi di Montaigne: "La più sottile follia è fatta dalla più sottile saggezza". (...)
Il temine «folle» suona, certo, più nobile di «idiota» o di «pazzo» ai nostri orecchi, nonostante la sua genesi etimologica non sia particolarmente esaltante: in latino follis è il mantice o il sacco di pelle che si sgonfia, disperdendo l’aria. La vera definizione è, invece, da ricercare nelle parole sferzanti che l’apostolo Paolo rivolge ai cristiani di Corinto che allargano la ruota del pavone dell’intellighenzia greca: «La parola della croce è follia (moría) per quelli che si perdono, ma per quelli che si salvano è potenza di Dio... I Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso, follia (moría) per i pagani» (si legga 1Corinzi 1,17-31). (...)
«Laicamente» saremmo tentati di concludere con una battuta dell’Enrico IV di Pirandello: «Trovarsi davanti a un pazzo è trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica di tutte le vostre costruzioni».
in “Il Sole 24 Ore” - 11 ottobre 2020