«In questo momento la classe dirigenziale tutta non ha il diritto dire “Io”. Si deve dire “Noi” e cercare un'unita davanti alla crisi. Passata la crisi ognuno ritorni a dire “Io”, ma in questo momento, un politico, anche un dirigente, un vescovo, un sacerdote, che non ha la capacità di dire “noi” non è all'altezza della situazione. Deve prevalere il “Noi”, il bene comune di tutti. L'unità è superiore al conflitto». «I conflitti sono necessari, ma in questo momento devono fare vacanze. Bisogna sottolineare l'unità, del paese, della chiesa e della società. Chi dice che 'in questo modo si possano perdere le elezioni' dico che non è il momento, questo è il momento della raccolta. “L'uva si raccoglie in autunno”, questo è il momento di pace e non crisi, bisogna seminare il bene comune». «Io dico a tutti i dirigenti - pastorali, politici, imprenditoriali - di cancellare per un po' la parola “io” e dire la parola “noi”. Perdi un'opportunità: la storia te ne darà un'altra. Ma non fare il tuo negoziato, il tuo negozio sulla pelle dei fratelli e delle sorelle che stanno soffrendo per la crisi».
papa Francesco, intervista 10.01.2021
2021_01_gennaio
W il NOI
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