
«Per molti, soprattutto per i giovani, il cristianesimo è percepito non tanto come sbagliato, quanto semplicemente noioso! Dobbiamo mostrare che Dio ci invita a intraprendere l’avventura infinita dell’amore. Uno dei miei fratelli amava dire: “Se si ama, si può essere feriti o addirittura uccisi. Se non si ama, si è già morti!”. La nostra società tende a essere ossessionata dalla sicurezza. Scoraggia il rischio. Ma Gesù non ha chiamato i suoi discepoli a essere sicuri, ma a darsi completamente. Se la gente vede l’avventura della fede, può rifiutarla, ma non la vedrà come una noia!».
«Al cuore della nostra fede ci sono due cose di cui tutti i giovani hanno bisogno: la speranza e l’amore. Ho parlato prima dell’amore, ma i giovani hanno urgente bisogno di speranza. Il futuro è molto incerto e la catastrofe ecologica minaccia le nuove generazioni! Abbiamo una parola di speranza per loro? Teilhard de Chardin diceva: “Il futuro appartiene a coloro che danno alla prossima generazione una ragione per sperare”. E noi?».
«Adolfo Nicholas, ex superiore generale dei Gesuiti, ha parlato di “globalizzazione della superficialità”. Gli sms e i messaggi di Twitter tendono a semplificare troppo tutto. Il che porta a divisioni troppo semplici tra “loro” e “noi”. Queste sono le radici di tanto fondamentalismo e polarizzazione, sia nazionalistica che religiosa. Mancano le sfumature, e manca la poesia. Come può essere possibile qualsiasi fede o saggezza senza la poesia? Senza musica, come possiamo parlare della nostra speranza per ciò che è al di là delle parole?».
«Abbiamo bisogno di compagni di ricerca! Persone che non hanno la pretesa di capire tutto ma che sono esploratori che possono insegnarci e imparare da noi. Abbiamo bisogno, come alleati, di persone che cerchino di capire il complesso mestiere di essere umani, di innamorarsi, di rendersi ridicoli, o di fallire e ricominciare».
padre Timothy Radcliffe, dalla intervista su "Jesus" di luglio 2021
2021_07_luglio
La creatività e l'avventura della fede
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