#i verbi transitivi
di Gianfranco Ravasi
"La vita umana non può essere ristretta nel solo perimetro dei verbi transitivi: ciò che io faccio, ciò che io acquisto, ciò che io mangio e così via. Essi ci rinchiudono nel campo del «ciò», del «questo». Ma a noi risulta insufficiente e soffocante. Abbiamo bisogno di un «Tu»" (Martin Buber).
Nel brano citato (...) si contrappongono ai verbi transitivi - che sfociano sempre nell'agire, nel possedere, nel dominare e, quindi, si annodano attorno al «ciò», al «questo», alle cose - i verbi riflessivi e dialogici. Essi invitano a scendere in profondità nell'«Io» della nostra anima per disserrarne la porta e, così, introdurre il «Tu», ossia l'altro. È il bisogno di amare nel senso pieno del termine che non è conquista sessuale o possesso di corpi, ma è incontro di cuori. È l'incrocio con gli occhi e le mani dell'altra persona. (...)
in “Il Sole 24 Ore” del 16 gennaio 2022
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Transitivi
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