1. La chiesa cattolica latina ha scelto di scegliere i suoi ministri ordinati solo tra coloro che abbiano ("prima" della ordinazione) capito di essere chiamati al celibato. Si parla quindi due vocazioni: al celibato e al ministero ordinato.
2. E' sottinteso, quindi, che ci siano dei chiamati al ministero ordinato che hanno la vocazione alla vita coniugale. Infatti altre Chiese cristiane accolgono tra i loro ministri ordinati coloro che hanno anche questa vocazione.
3. La legge ecclesiastica del celibato si basa sulla cosiddetta "convenienza": alla sapienza dei pastori di un tempo parve "conveniente" (cioè adatta, favorevole) al ministero ordinato questo modo di essere (attenzione: non dovrebbe essere una "condizione imprescindibile" per essere ordinati, bensì - essendo legata ad una vocazione divina - si configura come caratteristica della persona, pienamente inserita nella sua identità).
4. E' già stato detto che sarebbe sempre da verificare se tale "convenienza" esiste anche oggi.
5. L'obiettivo non è la ricerca di un numero maggiori di ministri ordinati.
6. Andando in profondità, è necessario porsi questa domanda radicale: se il Signore chiama al ministero ordinato (con la vocazione al celibato o con la vocazione alla vita coniugale), può la Chiesa non accogliere questa chiamata e lasciare non corrisposta questa vocazione divina?!
don Chisciotte Mc, 220517