La penitenza del papa davanti ai canadesi
di Lucetta Scaraffia
"La fatica e la sofferenza di papa Francesco, gravato da molti problemi fisici mentre affronta il viaggio in Canada, hanno trasformato visibilmente l'itinerario in un vero e proprio cammino penitenziale. Del resto il Pontefice è andato in Canada proprio per questo: a chiedere perdono per le torture e gli abusi inflitti ai bambini di origine etnica locale da parte di molte istituzioni cattoliche. La fatica e la sofferenza di Francesco sono ancora più eloquenti delle parole con cui si è rivolto ai rappresentanti di questi popoli. È un viaggio difficile, che rende evidente la dura realtà nella quale si trova oggi la Chiesa cattolica. Cioè in un momento in cui prove e testimonianze dirette degli abusi perpetrati in varie parti del mondo sui più deboli – bambini e donne – stanno incrinando la sua immagine. Abusi così gravi che quasi offuscano le tante cose buone fatte nel mondo da religiose e clero, i quali anche in questi ultimi anni hanno tanto spesso dato esempi eroici della propria fede, pagando più volte con persecuzioni se non con la vita. La scelta penitenziale fatta da Francesco è dunque opportuna e coraggiosa, e non possiamo che ammirare la sua forza di sopportazione. Ma non possiamo esimerci dal domandarci: basterà il suo sforzo a ricostituire la fiducia nell'istituzione ecclesiastica così fortemente scossa negli ultimi anni? La risposta la darà il futuro" (...).
in “La Stampa” del 29 luglio 2022