Non ditemi che c'è ancora chi crede che Dio Padre guardi oggi l'anima (e il resto della persona) del defunto ricordato nella messa... e non tutti gli altri.
Non ditemi che c'è ancora qualcuno che crede che Dio Padre porti in Paradiso oggi la persona defunta ricordata nella messa... e allora cosa aveva fatto il buon Padre l'anno scorso (o il mese scorso), quando era stato ricordato nella precedente messa (più volte in più anni)?!
A quale dio stiamo pensando quando proponiamo questo come il suo modo di guardarci e di agire?!
E' certamente segno di amore che la Chiesa madre ricordi nella preghiera eucaristica tutti i defunti; è legittimo che una comunità ricordi in un certo giorno soprattutto alcuni suoi figli e figlie. Su questa terra vi è un legame tra il ricordo dei defunti nella preghiera e l'azione amorevole verso coloro che ancora vivono.
Ma oggi - dopo gli sviluppi teologici, magisteriali, spirituali - non è più onesto attribuire a Dio Padre certe azioni "umane, troppo umane" (tipo: "Guardo te perché oggi vieni ricordato nella messa"; "Oggi ti porto in Paradiso perché sei stato ricordato nella messa"... espressioni che avrebbero come corollari: "Non ti guardo in modo salvifico gli altri giorni"; "Se nessuno ti ricorda mai nella messa, ti lascio là dove sei" (dove?); "Se preghi in altro modo che non sia la messa, non vale come fraterno ricordo orante" (dimenticando che "dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro").
Sono sicuro che questo ragionamento evangelico troverà tutti concordi.
don Chisciotte Mc, 220907