(...) "Riscopriamo il Concilio per ridare il primato a Dio, all’essenziale: a una Chiesa che sia pazza di amore per il suo Signore e per tutti gli uomini, da Lui amati; a una Chiesa che sia ricca di Gesù e povera di mezzi; a una Chiesa che sia libera e liberante. Il Concilio indica alla Chiesa questa rotta: la fa tornare, come Pietro nel Vangelo, in Galilea, alle sorgenti del primo amore, per riscoprire nelle sue povertà la santità di Dio (cf. Lumen gentium, 8c; cap. V). (...)
"Stare nel mondo con gli altri e senza mai sentirci al di sopra degli altri, come servitori del più grande Regno di Dio (cf. Lumen gentium, 5); portare il buon annuncio del Vangelo dentro la vita e le lingue degli uomini (cf. Sacrosanctum Concilium, 36), condividendo le loro gioie e le loro speranze (cf. Gaudium et spes, 1). Stare in mezzo al popolo, non sopra il popolo: questo è il peccato brutto del clericalismo che uccide le pecore, non le guida, non le fa crescere, uccide". (...)
"Il Concilio ci ricorda che la Chiesa, a immagine della Trinità, è comunione (cf. Lumen gentium, 4.13). Il diavolo, invece, vuole seminare la zizzania della divisione. Non cediamo alle sue lusinghe, non cediamo alla tentazione della polarizzazione. Quante volte, dopo il Concilio, i cristiani si sono dati da fare per scegliere una parte nella Chiesa, senza accorgersi di lacerare il cuore della loro Madre! Quante volte si è preferito essere «tifosi del proprio gruppo» anziché servi di tutti, progressisti e conservatori piuttosto che fratelli e sorelle, «di destra» o «di sinistra» più che di Gesù; ergersi a «custodi della verità» o a «solisti della novità», anziché riconoscersi figli umili e grati della santa Madre Chiesa. Tutti, tutti siamo figli di Dio, tutti fratelli nella Chiesa, tutti Chiesa, tutti". (...)
"Ti rendiamo grazie, Signore, per il dono del Concilio". (...)
https://www.vatican.va/content/francesco/it/homilies/2022/documents/20221011-omelia-60concilio.html