san Carlo Borromeo - L'avarizia dei preti

«Più severa ancora è la requisitoria di s. Carlo contro il secondo male da evitare [da parte del prete]: l'avarizia. È definita la radice di tutti i mali, proprio perché è essa ad inquinare tutto ciò che il sacerdote fa: inquina le messe celebrate per lucro, inquina il coro a cui si partecipa solo per trarne un profitto materiale, inquina la predicazione, i funerali, inquina tutto il ministero, quando esso è vissuto solo come occasione di arricchimento. E, parafrasando le parole del Vangelo (cfr. Mt 6,21), il santo arcivescovo conclude: "Dove è il tesoro del sacerdote, lì è il suo cuore"».
don Marco Navoni, Il ministero sacerdotale in san Carlo Borromeo, 37

san Carlo Borromeo - Esame di coscienza
«Splendido, anche dal punto di vista letterario, l'esame di coscienza della seconda omelia [di san Carlo Borromeo], dove il santo arcivescovo immagina che Cristo giudice sottoponga i pastori d'anime ad uno stringente interrogatorio, che non lascia scampo: «Se dovevate essere voi le sentinelle (= speculatores!), perché siete diventati ciechi? Se eravate pastori, perché avete permesso che il gregge a voi affidato andasse sbandando? Se dovevate essere il sale della terra, perché avete perso il sapore? Se eravate luce, perché non avete illuminato quelli che giacciono nelle tenebre e nell'ombra della morte? Se eravate apostoli, perché avete fatto ogni cosa davanti agli occhi degli uomini senza virtù apostolica? Se dovevate essere la bocca di Dio, perché siete rimasti muti? Se non vi sentivate all'altezza di un tale onere, perché lo avete cercato con ambizione? E se invece ne eravate all'altezza, perché siete rimasti così pigri e negligenti? Non vi hanno scosso la voce dei profeti, la legge evangelica, gli esempi degli apostoli, la condizione fatiscente della Chiesa?».

don Marco Navoni, Il ministero sacerdotale in san Carlo Borromeo, 24