Oggi nella Chiesa la sensibilità conciliare è quella di chi mette davanti a tutto non tanto la retta dottrina, ma il volto dell'uomo, specie dell'uomo sofferente. Chi, invece, non ha questa sensibilità, mostra la tendenza a giudicare più che ad ascoltare, o se ascolta lo fa soprattutto per giudicare. La sensibilità conciliare consente alla Chiesa di lasciarsi coinvolgere e contaminare, lasciandosi anche mettere in discussione. La Chiesa che non ha questa sensibilità è la Chiesa del non possumus innalzato orgogliosamente come vessillo identitario, dei valori usati come una diga più che come un seme. La Chiesa della sensibilità conciliare ha fiducia nel mondo e negli stessi non credenti, ben sapendo che il non credente può avere una nostalgia di Dio che lo rende intimamente religioso. La Chiesa della sensibilità conciliare sa che la verità evangelica, attraverso il lavoro dell'uomo e la grazia del Signore, trova sempre la via per manifestarsi, spesso in modo sorprendente e inatteso.
Ho detto in un'altra occasione che oggi mi sembra di vedere due Chiese. Chiesa uno e Chiesa due. La Chiesa uno punta sull'identità, la Chiesa due sulla carità. La Chiesa identitaria sottolinea l'importanza dell'appartenenza, la Chiesa della carità punta sulla misericordia. La Chiesa uno è più presente nei mass media, la Chiesa due preferisce lavorare nel silenzio. La Chiesa uno, che guarda con ammirazione ai cosiddetti atei devoti e ne apprezza l'appoggio, rimprovera alla Chiesa due di scendere a eccessivi compromessi con la società secolarizzata fino a perdere ogni specificità cristiana. La Chiesa due, guardata con simpatia dalla cultura progressista che la stima per il suo impegno fra gli ultimi, rimprovera alla Chiesa uno di ricorrere ai valori forti, definiti non negoziabili, per alimentare divisioni ed esclusioni. Anche se scendere sul terreno del confronto con la Chiesa uno è sempre stimolante, è la Chiesa due, per me, quella che possiede oggi una sensibilità conciliare. (fai il download dell'intero testo)
Ho detto in un'altra occasione che oggi mi sembra di vedere due Chiese. Chiesa uno e Chiesa due. La Chiesa uno punta sull'identità, la Chiesa due sulla carità. La Chiesa identitaria sottolinea l'importanza dell'appartenenza, la Chiesa della carità punta sulla misericordia. La Chiesa uno è più presente nei mass media, la Chiesa due preferisce lavorare nel silenzio. La Chiesa uno, che guarda con ammirazione ai cosiddetti atei devoti e ne apprezza l'appoggio, rimprovera alla Chiesa due di scendere a eccessivi compromessi con la società secolarizzata fino a perdere ogni specificità cristiana. La Chiesa due, guardata con simpatia dalla cultura progressista che la stima per il suo impegno fra gli ultimi, rimprovera alla Chiesa uno di ricorrere ai valori forti, definiti non negoziabili, per alimentare divisioni ed esclusioni. Anche se scendere sul terreno del confronto con la Chiesa uno è sempre stimolante, è la Chiesa due, per me, quella che possiede oggi una sensibilità conciliare. (fai il download dell'intero testo)
