Qui entriamo proprio nella rivelazione dell'immagine di Dio, che abbiamo sulla croce, quando Gesù compie la salvezza di un malfattore spregiudicato, disperato, abbandonato da tutti. è il marchio di fabbrica del Dio del Vangelo: uno, uno solo è sufficiente a giustificare tutta la cura, l'attenzione, la gioia di Dio.
La gioia è sempre sottolineata: il pastore invita a rallegrarsi con lui e «così ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti». La donna dice: «Rallegratevi con me» e Gesù parla di «gioia davanti agli angeli». Per finire, il padre afferma: «Bisognava far festa e rallegrarsi». Ecco il senso del Dio del Vangelo. Dio ha in mano tutto, è il Signore di ogni cosa, è il Re che governa cielo e terra, ma è capace di perdere la testa per uno solo, non si dà pace, anche per uno solo.
A questo corrisponde l'insegnamento che troviamo, più volte, nelle parole di Gesù: «Guai, se uno solo di questi piccoli viene scandalizzato»; «quando l'avete fatto a uno solo di questi l'avete fatto a me» e - notano giustamente gli esegeti - l'insistenza su «uno solo» è una caratteristica tipica del Vangelo. La gioia di Dio si esprime anche quando una sola persona è stata oggetto della salvezza.
Dobbiamo rifletterci molto per il nostro ministero... (fai il download dell'intero testo)