... L'etica che scaturisce da questi atteggiamenti e comportamenti è agli antipodi del messaggio morale cristiano. La prospettiva universalistica propria del Vangelo, che, considerando ogni uomo "prossimo" in quanto creato a "immagine di Dio" e divenuto in Cristo "figlio di Dio", estende il comandamento dell'amore fino all'inclusione del "nemico" o di colui che ci perseguita — la categoria di "nemico" va cancellata dal vocabolario di chi crede — è qui radicalmente ribaltata. Alla solidarietà verso tutti, fondata sull'uguaglianza di ogni uomo in Gesù Cristo, si sostituisce una forma di particolarismo, che fa leva su sentimenti egoistici e rispolvera concetti, come quello di "clandestinità", che nulla hanno a che vedere con la concezione cristiana della vita. Tutto ruota attorno alla conservazione di sé, mentre il cuore della morale evangelica sta nel "perdere la propria vita", facendo prevalere l'interesse dell'altro e vivendo nell'atteggiamento del servizio; sta nella consapevolezza che la terra è di tutti, e che la ricchezza che noi occidentali abbiamo accumulato è la ragione dello stato di povertà in cui molti popoli e interi continenti vivono; è, in altre parole, frutto della situazione di ingiustizia presente nel mondo e di cui tutti dobbiamo sentirci responsabili. un'evangelizzazione superficiale. Fa meraviglia che molti che si dicono "cristiani" fatichino a comprendere queste verità; che esistano (e siano numerosi in alcune regioni d'Italia) cattolici che mettono tranquillamente insieme, senza avvertirne la incongruenza e senza farsi scrupolo, partecipazione all'eucaristia domenicale e adesione alla Lega Nord; che le zone tradizionalmente definite "bianche", perché appannaggio in passato del partito dei cattolici e con la più alta percentuale di aderenti alla Chiesa, si siano trasformate in zone nelle quali predominano le "camicie verdi". è un evidente controsenso che denuncia tuttavia quanto scarsa sia stata la penetrazione del messaggio cristiano nelle coscienze...
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