(...) Sono cinque doni che S. Paolo enumera come costruttivi della comunità cristiana per l'edificazione del Corpo di Cristo. Sap­piamo che non sono gli unici doni perché, in altre let­tere di Paolo, troviamo indicati altri carismi; in que­sto versetto della lettera agli Efesi, l'Apostolo pen­sa però specificamente alla costruzione della Chiesa.

     L'apostolo è colui che pone il fondamento iniziale di una comunità e la sorregge, il profeta interpreta i di­segni di Dio per il momento attuale della comunità, l'evangelista proclama il kérygma, la buona notizia, e quindi aggrega alla comunità nuovi fedeli che sono attratti dalla parola di salvezza, il pastore custodisce e porta avanti il gregge che si è creato, il dottore ap­profondisce, attraverso la catechesi, la dottrina e la teologia, tutto ciò che forma il corpo della comunità.

     Sono cinque grandi carismi formativi della comunità. Una comunità sana, ben fondata, è quella che svilup­pa tutti questi carismi che, nella storia della Chiesa, si sono espressi in modi diversi: i fondatori di comu­nità, cioè gli apostoli e i profeti che interpretano per il proprio tempo la parola di salvezza, sono passati in seguito ad altri uffici, ad altri servizi ecclesiali e, oggi, è proprio dei Vescovi il portare avanti l'ufficio di sostegno per l'unità della comunità e l'impegno di interpretare per la comunità i disegni di Dio sul presente. è l'azione magisteriale e unificatrice del Vescovo.

     I due carismi seguenti, evangelisti e pastori, pur es­sendo propri anche del Vescovo, si riferiscono in particolare a coloro che hanno la cura specifica di vari membri e situazioni della comunità. Concreta­mente e per buona parte la Chiesa, oggi, affida ai suoi presbìteri il doppio compito di evangelisti e di pastori; anzi, soprattutto il compito di evangelisti non è - come ci mostra il Nuovo Testamento - le­gato esclusivamente ai membri della gerarchia e può essere esteso, sotto la loro guida, ai laici, come oggi avviene. (continua - fai il download dell'intero testo)